Cicatrici e aderenza

CICATRICI E ADERENZE

La cicatrice è una risposta fisiologica del corpo a un danno o una lesione di varia natura a carico della pelle.

Il corpo reagisce innescando un processo di riparazione, in cui il tessuto danneggiato viene sostituito con tessuto fibroso.

Il processo di cicatrizzazione di una ferita avviene in diverse fasi: prima c'è l'emostasi, durante la quale le piastrine intervengono per bloccare la fuoriuscita di sangue.

Il Sistema Immunitario produce neutrofili e macrofagi per eliminare gli agenti patogeni, causando infiammazione. In questa fase, la ferita appare gonfia, rossa e calda al tatto.

Man mano che il coagulo di sangue viene sostituito da un tessuto cicatriziale più solido e fibroso, la zona si stabilizza e non si riapre più.

Questo meccanismo di difesa è eccellente, ma può portare a conseguenze funzionali di adattamento non sempre efficienti. Ad esempio, la produzione di fibrina e collagene può essere eccessiva rispetto al reale danno subito, oppure il sistema immunitario può attivare una risposta troppo forte dei macrofagi, rallentando così la cicatrizzazione.

Il tessuto fibroso ha la caratteristica di essere poco elastico, compatto e meno ricco di acqua, con una maglia di apertura più fitta che ostacola il passaggio di nutrienti. Questo può tradursi in una limitazione funzionale del corpo, poiché la cicatrice può causare restrizioni di movimento nei tessuti circostanti.

Per valutare l'impatto funzionale della cicatrice, è importante considerare la profondità della ferita e eventuali complicazioni nella sua cicatrizzazione (come infezioni o cheloidi). Inoltre, bisogna esaminare come i tessuti vicini alla lesione abbiano reagito, tenendo conto delle restrizioni di movimento su tutti i piani adiacenti alla cicatrice.

Ad esempio, se un paziente ha subito un intervento in laparoscopia o un taglio cesareo, è probabile che la zona della cicatrice mostri restrizioni di movimento. Questo accade perché la contiguità tissutale e fasciale dell'area è stata interrotta, creando rigidità. Per un recupero ottimale della funzione, sarà necessario trattare la cicatrice e restituire mobilità alla zona, migliorando il flusso di acqua e nutrienti e favorendo il distacco delle fasce senza causare dolore.

 

Naturalmente, questo trattamento osteopatico è tanto più efficace quanto più la cicatrice ha completato il processo di maturazione senza complicazioni: una delle complicazioni più fastidiose è l'aderenza.

Le aderenze sono fasci di tessuti fibrosi che si formano fra tessuti, organi o articolazioni a seguito di un trauma o intervento chirurgico. Possono essere considerate come cicatrici interne che connettono aree anatomiche normalmente non collegate.

 

Come si traduce questo nel corpo?

 

La zona non funzionerà più in modo fisiologico, ma diventerà a-fisiologica. In questo caso, l'area dovrà riorganizzarsi come un gruppo funzionale, non più come una singola unità. Per esempio, in un addome sottoposto a intervento per una cisti ovarica o un fibroma uterino, la presenza di aderenze potrebbe causare sintomi che sembrano non correlati alla zona in disfunzione, come lombalgia ricorrente, problemi intestinali (come stitichezza) o difficoltà agli arti inferiori. Questo accade perché il bilanciamento corporeo muscolare e viscerale è compromesso. Il trattamento osteopatico dovrà intervenire anche sulle aderenze per evitare che i sintomi si ripresentino ciclicamente.